Due nella bottiglia, finale

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 (I due si rimettono in piedi come possono , cercando di ricomporsi e guardandosi in giro attoniti: una cosa simile non era mai capitata loro. Poi, non trovano di meglio da fare che stringersi l’uno all’altra, guardando increduli verso un generico fuori)

Lei Chi è ? Chi ha parlato ?

Rev. V-vogliate s-scusarmi,  sono t-terrribilmente  i-imbarazzato..

Lui Insomma, chi siete ? DOVE siete ?

Rev. Do-dodgson, m-mi chiamo Do-dodgson , r-reverendo Charles L-lutwidge Do-dodgson...Do-do per gli amici. Sono qua fuori, sulla spiaggia.

Lui È fantastico …non posso crederci! Siete veramente là fuori, e ci vedete ?

Rev. Beh, si, mi p-pare. Direi c-che v-vi trovate dentro a una bo-bottiglia di acqua mi-minerale Terrier…oops: Perrier, Ve-verde.

Lei Perché, non è tutto verde anche di fuori ?

Rev. N-non esattamente , Signora. A d-dire la ve-verità, oggi non c-ci sono c-colori : s-solo pi-pioggia, pioggia dappertutto.

Lui Signor…Dodgson, Reverendo, vorrebbe essere così gentile da darci alcune informazioni? Per noi sono della massima importanza, lei non sa che fortuna…Com’è la bottiglia, vista da là? Quanto è grande? E dove ci troviamo? Ho sentito che accennava a una spiaggia…

Rev. Si, e pi-piuttosto bagnata, d-direi. Oh, non era così questa ma-mattina, quando s-siamo partiti, io e le bam-bambine, intendo. P-poi il temporale…d-due le ho portate in salvo: si stanno asciugando a casa della signora Broughton .Una ve-vera fortuna. Ma la terza…Alice, D-dio mi perdoni, è come sparita. S-svanita nella pioggia. N-non l’avete vista per caso?

Lui (Impaziente oltre misura) No, non abbiamo visto nessuna Alice. Mi perdoni se le mie domande le sembrano stupide, ma siete la prima persona che ci capita di sentire. No, non andate via, vi prego, Do-do…vi chiamano così, è vero?

Rev. S-si, è p-per via della balbuzie. Ma voi, co-come siete finiti lì dentro? E’ molto curioso, davvero.

Lei Non quanto mi sembri curioso il fatto che lei se ne stia là fuori a ficcare il naso negli affari altrui, sotto la pioggia, e mentre una bambina  è sparita. (Con tono di rimprovero) Una bambina, se ho capito, che le è stata affidata dai genitori.

Rev. C-come dicevo, è stata una cosa improvvisa : era un b-bellissimo po-pomeriggio, un pomeriggio…dorato. N-noi remavamo vicino alla riva, cercavamo un posto tranquillo per il pi-pic-nic.Io intanto raccontavo delle storie alle ba-bambine, co-come al solito.Mi piacciono le storie… e mi pi-piacciono le ba-bambine. Poi la pi-pioggia, ma che! Una te-tempesta. E ora,confesso, vo-vorrei trovare Alice al più presto. Te-temo che si sia nascosta tra le du-dune, per gelosia …sa-sapete… (si allontana) Alice ! Ali-licee!

Lui No, la prego, restate ancora un momento, solo un momento, Do-do. Può aiutarci a uscire di qua?

Rev. Fuori della bottiglia ? Uhm.

Lei Non gli dia retta, Reverendo. Sogna come al solito, anzi: sta delirando. Gioca con l’impossibile solo perché è sicuro della sua impossibilità. Vada, vada pure e cerchi piuttosto d ritrovare al più presto quella povera bambina! La riporti a casa dai suoi genitori che saranno disperati…Che imprudenza, però, lasciarla uscire in barca, per tutto il giorno ! E’ sicuro che non se la prenderanno con lei?

Rev. P-per niente si-sicuro, Signora!

Lui La prego Do-do, rimanga!

Lei Via, non perda altro tempo!

Rev. A dire il vero, m-mi è g-già capitato di aiutare qualcuno a rimpicciolire, m-ma in  una situazione d-diversa e c-con mezzi un po’..p-particolari. E’ esattamente quello che vi se-serve, ri-rimpicciolire ?

Lui Si, si, la prego, mi aiuti…le darò una mano a cercare  Alice .

Rev. (Convinto da quest’ultimo argomento) La-lasciatemi guardare nella bo-borsa. La porto sempre con me, sa-sapete : contiene una quantità di co-cose che piacciono ai b-bambini (fruga nella borsa, estraendone vari oggetti) uno specchio, un binocolo, una scatola mu-musicale, un fa-fazzoletto annodato in forma di to-topolino…Ecco! (Con tono trionfante) Elisir “Bevimi”, proprio quello che f-fa per v-voi. Ha anche un buon sa-sapore: sa di torta di ciliegie, crema, ananas, ta-tacchino arrosto e crosti-stini imburrati-ti ca-caldi.

Lei Che miscuglio disgustoso. Non lo berrò mai. E tu… (si rivolge al suo compagno, le mani sui fianchi, l’atteggiamento minaccioso) Ti diffido dall’assaggiarlo! Quest’uomo è un pazzo! (Si rivolge a Do-do) Senta, Reverendo Dodo o come si chiama…non perda altro tempo se non vuole correre dei guai…guai seri! Trovi quella bambina e la riporti a casa.

Lui (Flebilmente) Elisir “Bevimi”, non ci sarebbe niente di male ad assaggiarne un po’…

Lei E’ qua che sbagli: il male, l’unico male , quello originale, sta precisamente nell’assaggiare! Dai retta a me, che ne so qualcosa. Tra l’altro credo che sia proibito. (Lui esita) E poi: non ti ha detto il Reverendo che fuori piove e il mare è in burrasca? Dove te ne andresti, tutto solo senza conoscere niente di quel mondo assurdo là fuori, probabilmente rovesciato, che non promette  nulla di buono a giudicare da questo Reverendo scriteriato, da quei genitori e da quelle bambine senza un briciolo di senso comune…Tu, balbettante e ridotto alla dimensione di un topolino. Affogheresti nella prima pozzanghera. E non mi fiderei neppure un po’ di questo Dodgson che si fa chiamare Do-do, che si perde le bambine, che vaga sotto la pioggia senza un ombrello ma con  una borsa piena di oggetti assurdi. Non sei neppure sicuro di poter tornare qua dentro, al sicuro.

Rev. Impaziente di riprendere le sue ricerche) Allora?

Lui (Imbronciato, già vinto) Non so…com’è là fuori, in generale?

Rev. Difficile a spiegarsi, in po-poche parole. S-sono in mo-molti d-da noi a chiedersi la stessa cosa, da se-secoli.

Lui – Certo non è questo il momento più adatto, con la pioggia, e la burrasca. Occorre indagare ancora, progettare, calcolare. Ma lei, Do-do,  tornerà?

Lei Certo che tornerà. (fa cenno al Reverendo di allontanarsi) Quando sarà tornato il bel tempo, in uno dei suoi pomeriggi dorati… quando avrà portato con sé anche l’elisir che assicura il ritorno a casa. Il Reverendo, dopotutto, sa dove trovarci…

Rev. Allora, io andrei. A-alice… ma  eccola laggiù , povera piccola, in piedi su quella duna che mi fa dei cenni…vengo, Alice! Addio, s-signori.

(L’ombra del Reverendo si allontana)

Lui Addio, Do-do.

(Pausa, si ricompone la scena iniziale. Lui e Lei guardano fuori. Rumore di mare e sassi).

Lui Orribile giornata, vero? Viene voglia, almeno per un po’, di  starsene  al caldo, a leggere, noi due. (Tornano a sedersi in poltrona, lui col suo libro, lei con la rivista di arredamento. Lui si versa ancora del tè.) Buoni questi scones, li fai proprio bene. Però, quel Do-do, che tipo curioso!

 

 

 

 

 

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